Complesso residenziale Magenta

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Quando la fantasia trova un autore capace di tradurla in un’opera, quest’ultima diventa un’opera d’arte.
Quando un costruttore si mette alla prova proponendo nuove soluzioni, nuovi materiali, per raggiungere un risultato sorprendente, nasce “Magenta Residence”.
Magenta è il colore che, insieme ad altri tre (il ciano, il giallo, il nero) produce la quadricromia nella stampa.
É il rosso con sfumature violette come il rivestimento di gran parte di questa costruzione. Alluminio ad effetto cangiante. A seconda della luce appare e scompare con effetti quasi magici. Cambiano le pareti, cambia il colore dell’edificio.
Dalle ampie terrazze, quando il sole appare, si ha la sensazione dell’alba circondati dal rosa.
Gli spazi sono disuguali come a voler rimarcare la individualità di ognuno, con angoli, ampie vetrate circolari, living spaziosi…

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Spazi che hanno bisogno di mobili che parlino anch’essi della vostra personalità.
L’essenzialità del colore, delle forme e delle linee sono determinanti per la scelta dell’arredamento più in sintonia.
Marmo, pietra, legno: i pavimenti vi stupiranno con la loro qualità. Non c’è un particolare che non sia stato curato, dopo una progettazione e una scelta del dettaglio non comuni.
Ma tant’è, sono i vostri spazi, e devono essere all’altezza di una scelta importante.
Nel Residence Magenta non c’è nulla di scontato, nemmeno la cassetta delle lettere.
Siamo di fronte ad un edificio che, come molti di Comar, farà dapprima discutere poi, avendo preceduto i tempi, diventerà un punto di partenza per nuovi interventi.

 

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Complesso residenziale Ventana – Monfalcone

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Un architettura di prestigio a Monfalcone.
Un edificio che rilegge l’estetica contemporanea quale contenitore di complessità stilistiche pur nella conferma di un tipo ormai consolidato: l’edificio ad angolo.
Una variazione sul tema e la necessità di garantire una pluralità di prospettive significative e molteplici dai percorsi veicolari e pedonali circostanti.
Il progetto deve confrontarsi con uno spazio diverso da quello prettamente urbano, inteso come spazio definito e costretto, ma che si pone come obiettivo il ruolo di connessione e non di frattura, imponendosi contemporaneamente con la forza di linee razionali, sintetiche, di immediata comprensibilità.
Una riconoscibilità tradotta con una successione di pieni e vuoti e con chiaroscuri che da quella derivano.
Il substrato minimale viene arricchito tramite rivestimenti metallici dalla tecnologia innovativa e ampie superfici vetrate. Formalmente la facciata strutturale scandisce dalle sottostare ritmiche che si sovrappongono all’apparente semplicità della forotomia proporzionata sulle pennellature bianche intonacate. I contrasti sono decisi e ogni passaggio si traduce non solo in scelta cromatica o materica, ma in evidenza tridimensionale, in gioco di incastri. Tutto diventa emotivo: nella suggestione dei piani sovrapposti e dei piani scenografici che scorrono su ipotetici binari metallici, nei chiaroscuri che sembrano nascere per sottrazione.

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L’angolo stesso assume il ruolo di incidente allorché acquista tridimensionalità nel suo proporsi come squilibrio, spaccatura che sostituisce le linee orizzontali a quelle inclinate.
La realizzazione di un centro direzionale che organizza su tre piani numerosi uffici di varie dimensioni e caratteristiche.
Correlato al centro storico di Monfalcone e ai servizi comunali dall’adiacente pista ciclabile e servito da decine di posti auto pubblici per garantire una sosta rapida, in sicurezza, direttamente in prossimità delle attività insediate.
Ai piani interrato e primo trovano spazio due autorimesse private che ospitano più di ottanta posti auto. Al piano terreno degli spazi commerciali tra cui un esercizio pubblico.
La prossimità a due vie di traffico principali viene mitigata dall’arretramento del corpo di fabbrica dalle stesse e dal contesto ambientale qualitativamente significativo, connotato da un’area verde e dallo specchio acqueo del canale.
Gli interni sono caratterizzati da spazi comuni curati nei dettagli architettonici, nell’illuminazione e nella scelta dei materiali di finitura.
Tutti gli spazi risultano adeguati alla normativa in materia di abbattimento delle barriere architettoniche.

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Residence Le Roverelle – Banne Trieste

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Le caratteristiche costruttive e linguistiche dell’edilizia minore, legate alla tradizione carsica – quali il portale in pietra, il ballatoio – terrazza in legno sorretto da mensoloni sagomati in pietra, i tetti prevalentemente a due falde con brevi sporti, i camini compiuti nella sommità con i caratteristici tettucci, l’uso della pietra calcarea a vista, dei serramenti in legno verniciato, delle coperture in coppi, degli intonaci a base di calce, finiti con colore in pasta (intonachino pigmentato, coccio pesto o tinteggiatura a calce) sono rigorosamente rispettati e costituiscono un “continuum” architettonico.
Il rispetto del rapporto superficie illuminata/superficie stanza, ha condizionato le dimensioni dei fori finestra – che la tradizione carsica impone di misura ridotta – optando per un “frasario” di foratura di diverse dimensioni e tipologie al fine di equilibrare i vuoti ed i pieni delle facciate, con l’uso di finestre munite di inferriata al piano terra, finestre con scuri in legno al primo piano e con l’inserimento non occasionale, dei caratteristici finestrini carsici.
Gli infissi degli ingressi sono stati pensati in modo non ripetitivo, ma rapportati alle facciate in cui vanno inseriti, ricorrendo anche a portali ad arco, con contorni in pietra.
Quale elemento ricorrente dell’edilizia carsica, in due alloggi è stata prevista la scala interna in pietra, con parapetto in muratura; nella parte sottostante sono state ricavate le nicchie per il deposito legna.
Il fronte dell’edificio prospicente la piazzetta semicircolare, è caratterizzato al piano terra da un percorso pedonale coperto, sottolineato da un’apertura ad arco con contorni in pietra, che permette l’accesso alle abitazioni poste più a monte.

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Per rendere maggiormente aderente l’intervento alla tradizione dei borghi carsici, sono stati inseriti due focolari esterni, con relativi sporti raccordati con spioventi in lastre di pietra carsica poste a secco, e con un camino di robusta struttura.
I percorsi esterni, provvisti di rampe regolamentari per il superamento delle barriere architettoniche, sono pavimentate in lastre di pietra, a vari tipi di pezzatura e disegno, e posti a secco per favorire la permeabilità del terreno sottostante.
Lungo il perimetro esterno del lotto, una recinzione in muratura mista a pietrame, con profilo superiore a gradino, per seguire l’andamento della strada con i cancelletti di accesso alle proprietà in legno.
Le linee guida della progettazione sono state quelle di rendere più “morbido” possibile l’impatto visivo del complesso rispettando la cultura e l’ambiente carsico armonizzandosi il più possibile.

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Ville a Schiera – Residenza via Calvario

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Costruite con grande cura estetica e progettazione innovativa (arch. Pelosi) sono dotate di finiture di pregio come le terrazze con ringhiere in inox e pavimento in legno nautico.
Riscaldamento a pavimento, predisposizione per pannelli fotovoltaici. Sono inoltre predisposte per un ascensore interno dalla taverna alla mansarda.

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